“Non esiste nel presente, e non esisterà in futuro, nessuna aggregazione elettorale, appartenenza militante a schieramenti politici di qualunque sorta, che possa definirsi ‘lista dei vescovi’ o che sia espressione della Conferenza episcopale di Basilicata”: è il passaggio più significativo di una nota diffusa oggi dalla Conferenza episcopale lucana e che rappresenta forse il primo “punto fermo” in vista delle elezioni regionali del 2024.

Poco più avanti, i vescovi lucani hanno sottolineato che “chi dovesse in futuro scegliere di impegnarsi in prima persona nell’agone politico non dovrà in alcun modo strumentalizzate la Chiesa di Basilicata, o le espressioni laicali cui appartiene, e se dovesse ricoprire incarichi istituzionali ecclesiali dovrà provvedere a dimettersi prima di un impegno che non sia quello di accompagnamento trasversale e collaborativo con tutti”. La nota dei vescovi è arrivata dopo la pubblicazione “del nascente soggetto sociale ‘Basilicata casa comune'” e i commenti su stampa e social, allo scopo di “fugare ogni equivoco e aiutare nella corretta comprensione dei fatti”. Nel ricordare le varie posizioni assunte “da almeno trent’anni” nell’ambito del suo “servizio profetico ecclesiale” in Basilicata, la Ceb ha sottolineato che l’ultimo opuscolo diffuso, intitolato “Segni di Speranza”, è uno “strumento di lavoro aperto, indirizzato a tutti gli uomini di buona volontà, cattolici e non, con l’intento di tracciare insieme i solchi utili a migliorare il bene comune e la qualità della vita in Basilicata”.