A Melfi partono ufficialmente le Celebrazioni del Millenario

Mille anni fa la fortificazione della città, tanti gli eventi in programma

Di Antonio Ferrara Romano

Una festa, una celebrazione ma anche una solennità accademica e istituzionale.

Melfi quest’anno è protagonista indiscussa della storia: il 2018 ricorre infatti il millenario della fortificazione della città ad opera dei bizantini.

Un primo significativo passo per un centro nevralgico della storia medievale.

Il Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile, gremito di autorità, studiosi e cittadini di Melfi e del circondario, ha ospitato il convegno d’apertura, impreziosito dalla presenza della professoressa Vera von Falkenhausen, massima autorità per quanto riguarda la storia bizantina.

A fare gli onori di casa il vicesindaco e assessore alla cultura Raffaele Nigro, che ha fortemente voluto l’istituzionalizzazione del Millenario.

Un appuntamento che come ha ricordato il Primo Cittadino Livio Valvano “Ci proietta in una dimensione internazionale”. “Melfi” ha aggiunto Valvano “È interessata da una serie di operazioni di rilancio culturale, pensiamo appunto alle nostre mura. In questi anni il turismo è aumentato del 90%, segno che dobbiamo proseguire con coraggio su questa strada”.

Al tavolo dei relatori il professore Cosimo Damiano Fonseca, presidente del Comitato scientifico del Millenario, un comitato “Riconosciuto, valorizzato e reso istituzionale dal ministro Franceschini”. “Con oggi” ha dichiarato Fonseca “Inauguriamo una stagione nuova per Melfi e per il territorio del Vulture, perché non dobbiamo dimenticare l’importante triangolo normanno che comprende anche Rapolla e Venosa. Convegni internazionali, ricerche archeologiche e studi approfonditi getteranno nuova luce su una città fondamentale per il meridione”.

Saranno infatti almeno tre i convegni internazionali che si terranno nei prossimi tre anni, ciascuno dedicato ad una fase storica preponderante per Melfi e per il Sud: si partirà con i bizantini e i longobardi, per proseguire con i normanni e gli svevi. Saranno incontri fortemente coadiuvati dalle ricerche archeologiche sul campo.

E dato che le mura di Melfi sono il centro della discussione, il vescovo della diocesi di Melfi, Rapolla e Venosa, monsignor Ciro Fanelli, ha voluto restituire un paragone con le Sacre Scritture: “Guardiamo alle mura come a un recinto sacro, un luogo della custodia della salvezza dell’uomo. Le mura non sono un confine invalicabile, sebbene oggi in varie parti del mondo tendono a dividere, a separare interi popoli. Le mura devono essere connesse al centro della città per favorire la cultura dell’accoglienza, dell’incontro e dello scambio sociale”.

Sull’importanza del senso istituzionale della manifestazione è tornato il professore Giampaolo D’Andrea, capo di gabinetto del Mibact e che ha giocato un ruolo chiave nel riconoscimento, a livello ministeriale, del Millenario, che si traduce anche in un importante finanziamento economico. “Celebrare un Millenario ha una complessità maggiore rispetto ad un centenario, questo ci impegna a confezionare un prodotto nel migliore dei modi. Le celebrazioni non sono solo festeggiamenti ma inviti a riattualizzare il nostro passato storico”.

Di proficua collaborazione ha parlato la rettrice dell’Università di Basilicata, Aurelia Sole, citando tra gli altri, la Scuola di archeologia e restauro fondata proprio dal professore Fonseca, e il CNR.

A concludere la giornata il governatore della Basilicata Marcello Pittella: “Melfi è la città delle eccellenze, la Basilicata riconosce a questa città un ruolo indiscusso nella storia. È una cerniera tra due regioni e non può non giocare la parte di sintesi e di proiezione verso il futuro”. Pittella ha quindi ricordato il valore storico, culturale, politico ed economico del territorio, da Federico II alla Fiat, passando per una enogastronomia sempre più apprezzata a livello internazionale: “Da Melfi può avvenire il superamento di vecchie logiche legate ai singoli, da questo territorio e grazie a questo territorio possiamo vedere una nuova straordinaria opportunità”.

La giornata è stata resa possibile anche grazie al contributo attivo dei ragazzi del ‘Gasparrini’ di Melfi, sezione Alberghiero, che hanno realizzato il buffet richiamandosi alla tradizione bizantina, del gruppo di rievocazione storica ‘Tempora Medievalis’, e del gruppo musicale ‘Follorum Ensamble’.

Da qui in avanti, oltre ad una serie di attività culturali e accademiche, ci saranno tanti eventi di forte connotazione storica e celebrativa della città. Intanto, questa sera e per tutto il weekend le mura della città saranno illuminate di giallo e di verde, i colori della bandiera melfitana. Un appuntamento che si sovrappone alla rievocazione storica della Pentecoste che quest’anno festeggia 490 anni.