Lavoratori della Regione, questioni ancora da risolvere

Lavoratori della Regione, questioni ancora da risolvere

Si è aperta la stagione sindacale autunnale intensa che richiede un cambio di passo della Regione

“Dopo oltre un mese dall’ultima delegazione trattante si registra una stasi incomprensibile dell’amministrazione regionale, nonostante la valenza dei tanti problemi sul tappeto. I sindacati e le Rsu, ancora una volta, con la responsabilità che li ha sempre contraddistinti, consapevoli dei ritardi accumulati dalla Regione e dall’urgenza di risolvere le tante questioni ancora aperte e su cui bisogna dare risposte concrete ai lavoratori, hanno dato la disponibilità a formare gruppi di lavoro con l’amministrazione per approfondire le delicate materie oggetto del confronto e cercare di recuperare il tempo perduto”.

Lo sostengono in un comunicato il segretario regionale di Uil-Fpl, Antonio Guglielmi, il segretario aziendale, Rocco Giorgio e le Rsu Giovanni Zuccarella, Giovanni Votta, Tommaso Romeo, Maria Rosa D’Andrea, Donato Sabia e Mario Gifuni. I rappresentanti della Uil ricordano le principali questioni da discutere: “Fondo accessorio 2017: verificare se ci sono economie da utilizzare per evitare un’ eventuale riduzione delle risorse che, qualora ci fosse (con un ammanco di circa 100-300 euro lordi/procapite), andrebbe comunque spalmata con criteri di equità su tutto il personale mantenendo l’unità ed evitando la guerra dei poveri tra i lavoratori; fondo accessorio 2018: ricostruire tutti i diversi fondi (regione, province ecc.), stralciare le risorse destinate alle P.O. che graveranno sul bilancio e non più sul fondo, verificare i possibili incrementi delle risorse stabili e variabili, alla luce di quanto prevede l’art. 67 del CCNL. Una materia complessa e laboriosa che comunque va approvata subito per consentire di procedere all’avviso per le progressioni economiche; produttività 2017: l’amministrazione faccia ogni sforzo per recuperare il tempo perduto e scongiurare di pagarla con forte ritardo come avvenuto negli ultimi anni; progressioni economiche: per poterle attivare è necessario chiudere l’accordo sul contratto decentrato 2018 e stabilire i criteri per il conferimento. Va tenuto presente anche che il nuovo CCNL ha istituito una nuova posizione economica in ogni categoria, oltre le vecchie apicali; posizioni organizzative: a seguito dell’approvazione del CCNL 2016-2018, le P.O. scadono a maggio 2019 per cui bisogna aprire subito la discussione per determinare le procedure ed i criteri generali, propedeutici alla definizione del nuovo assetto delle posizioni organizzative; piano di formazione: anche qui si registrano forti ritardi dell’amministrazione; della sua mancanza se ne terrà conto in sede di criteri per il conferimento delle progressioni economiche; progressioni verticali: l’amministrazione ha ribadito che manterrà l’impegno per lo scorrimento delle graduatorie e che, entro fine anno, adotterà un apposito provvedimento; completamento orario di lavoro: completare l’orario ai dipendenti ancora a tempo parziale; stabilizzazioni personale a tempo determinato (forestali ecc.): saranno fatte secondo quanto stabilito nel piano dei fabbisogni occupazionali e, quindi, iniziando a rispettare già gli impegni presi per il 2018; stabilizzazione precari: avverrà secondo quanto prevede il piano dei fabbisogni occupazionali, 2018/2020”.

Nella nota è spiegato infine che “la delegazione trattante del 6 settembre è stata interlocutoria e con essa si è aperta la stagione sindacale autunnale intensa che richiede un cambio di passo della Regione. E’ tempo che l’amministrazione regionale esca dal torpore ed affronti con determinazione le questioni ed il confronto con i sindacati, evitando che le dinamiche e le fibrillazioni della politica abbiano ripercussioni non positive sulle soluzioni da concretizzare con intese da sottoscrivere in tempi brevi”.