Il test genetico  HLA per la celiachia

Il test genetico HLA per la celiachia

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Tra le malattie genetiche si distinguono quelle dovute alla mutazione di un singolo gene (monogeniche) e quelle la cui comparsa dipende dalla presenza di più geni e di fattori ambientali (malattie multifattoriali o complesse). La celiachia è una malattia multifattoriale nella quale variazioni (o alleli) in alcuni geni HLA costituiscono i principali fattori genetici di rischio. Nelle malattie multifattoriali, nelle quali nessuna mutazione genica è di per sé causa di malattia, i test genetici non portano a diagnosi certa ma consentono l’individuazione di caratteristiche genetiche che comportano un aumento di rischio a sviluppare una determinata patologia (per questo spesso si definiscono test di suscettibilità).

La tipizzazione genetica HLA nella celiachia è dunque un test di suscettibilità che valuta la maggiore o minore predisposizione di un individuo a sviluppare la malattia in base alla presenza/assenza di fattori di rischio (DQ2, DQ8 o DQB1*02). Ad esempio la presenza di DQ2 e/o di DQ8 determina un aumento del rischio di celiachia, a seconda delle diverse combinazioni, fino a circa 14 volte quello della popolazione generale mentre l’assenza delle stesse rende del tutto improbabile lo sviluppo della malattia.

Si tratta di un test genetico che pur non avendo un significato diagnostico assoluto può contribuire a risolvere casi dubbi. L’assenza dei marcatori HLA permette ad esempio di tranquillizzare i familiari degli affetti riconducendo il loro rischio di malattia a valori uguali o addirittura inferiori a quelli della popolazione generale.

Le linee guida ministeriali del 2008 per la diagnosi e il monitoraggio della celiachia prevedono la tipizzazione HLA come test di II livello in caso di anticorpi e/o biopsia dubbi o discrepanti e in categorie a rischio, per esempio familiari di I° grado inclusi i fratelli di soggetti celiaci.

La tipizzazione genetica HLA ha quindi, nell’iter diagnostico della celiachia, un ruolo ben definito: il corretto impiego di questa analisi sembra essere di grande rilievo anche per le implicazioni economiche che la diagnosi di celiachia comporta e per il fatto che i familiari “geneticamente suscettibili” devono essere periodicamente controllati.

Dott. Francesco Nicola Riviello

Genetista e Nutrizionista

dott.riviello@gmail.com